COLLABORAZIONI

 

France télévisions (tv francese pubblica)


  1. Settembre 2006-Giugno 2009 « Chez F-O.G », France 5 : vice caporedattrice della trasmissione

Talk-show politico-culturale settimanale, condotto da Franz-Olivier Giesbert (direttore del giornale Le Point)

 

  1. Settembre 2003-Giugno 2006 « Culture et dépendances », France 3 : giornalista specializzata in letteratura

Trasmissione culturale bi-mensile, condotta da Franz-Olivier Giesbert

 

  1. Servizi-ritratti nella serie « Empreintes » dell’ex-presidente « Valéry Giscard d’Estaing » (prima visione 20/02/08) e del Premio Nobel della Pace « Elie Wiesel » (prima visione 23/01/09) : responsabile della documentazione e della redazione delle interviste

  

Stampa web 


  1. Gennaio 2007-Maggio 2008, www.goosto.fr (Piaceri della cucina) articoli sulla gastronomia italiana con foto

  2. Gennaio 2007-Maggio 2007, www.zdnet.fr  (Business e tecnologie) articoli sulle elezioni del presidente della Reppublica

 

PUBBLICAZIONI


Guida di Roma (2008-2009) edizioni Gallimard, collezione Geoguide 

Guida del Paese basco Pays basque (2009-2010) edizioni Gallimard, collezione Geoguide 


Potete leggere un estratto della guida Roma su GEO.fr (in francese): http://www.geo.fr


UNA GIOVANE GIORNALISTA o UNA GIORNALISTA GIOVANE?


Non ho mai dimenticato il libro di Nigel Barley Il giovane antropologo. Appunti da una capanna di fango, scoperto casualmente durante i miei anni di studi. Con questo senso dell’umorismo tipicamente inglese e veramente irresistibile, ci spiegava come aveva deciso di lasciare il suo lavoro d’armchair anthropologist (antropologo di ufficio) al noto British Museum per andare sul campo, in Africa, per la prima volta. Non sono diventata antropologa ma giornalista, due mestieri che hanno tanto in comune. Viaggiatori, curiosi, animati dalla stessa voglia di capire... Eppure l’antropologo e il giornalista non vanno sempre d’accordo. Perché appartengono a due universi completamente diversi, la scienza e i media. Durante sei anni, ho lavorato in TV per le trasmissioni culturali e politiche della televisione pubblica francese. E un giorno, come l’antropologo inglese, ho avuto voglia di uscire del mio ufficio parigino per vedere la realtà. Essere fuori, dove le cose succedono, qua, là, altrove e testimoniare delle cose che ho visto.


PERCHE’ L’ITALIA


Il mio nome e il mio cognome non ne portano traccia, ma le mie origini hanno radici profonde in questo paese. Questa parte italiana, la mia metà complessa e grave, mi ha reso sensibile alla cultura della penisola. Da un po’ di anni ci vengo, ci torno, ci vivo, a periodi corti, lunghi, per capire meglio la società attuale, la crisi del sistema politico, i dubbi dei giovani, le paure del suo popolo, i suoi gusti, i suoi disgusti. L’Italia rappresenta bene le problematiche identitarie nate dalla globalizzazione e dalla costruzione dell’Unione Europea.


E LA FOTOGRAFIA?


A volte si dice che “fotografare” equivale a “catturare”. Per me, sarebbe più giusto il termine “addomesticare”. Addomesticare la luce ideale che non dura, lo sguardo di un soggetto che non ti conosce, quest’animale che ti teme, un momento fragile che scappa già. Ho bisogno della fotografia perché mi lascia libera di esprimere ciò che non può dire la scrittura, svelare questi interstizi dove le parole non possono passare. Perché mi piace una foto semplice, pudica e rispettosa, che non ruba un’immagine, ma afferra un istante, spinge al di là dei limiti della sensibilità e mi porta sempre più avanti, oltre le apparenze.

Tessera di giornalista francese n.110756